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Le Zanzare vettrici delle Filarie in Italia:
fenomeno in aumento
La presenza delle zanzare in Italia è da sempre un problema di grande rilevanza ma, negli ultimi anni, si sta verificando un incremento delle dimensioni del fenomeno. Questi insetti – che per svilupparsi hanno bisogno di un clima caldo ed umido – trovano nel nostro Paese, anche a causa dei mutamenti climatici che hanno determinato un generalizzato aumento della temperatura, sia in inverno che in estate, condizioni ambientali sempre più favorevoli.
Un fenomeno in espansione: le specie
In Italia le specie di zanzare presenti sono 67, appartenenti a sei generi: Anopheles, Culex, Culiseta, Coquilletidia, Aedes e Ochlerotatus. Per quanto riguarda l’area di Milano e zone limitrofe, le specie stabilmente insediate sono oltre quindici. Questi insetti attaccano l’uomo, ma non trascurano affatto gli animali, sia domestici (cani in primis, ma anche gatti) che selvatici.
Non è possibile dare una stima precisa del numero di zanzare presenti sul nostro territorio, si tratta di un fenomeno di particolare rilevanza nel periodo primaverile – estivo, ma negli ultimi anni, in estensione sino al tardo autunno. Per fornire un’idea delle dimensioni può bastare un solo dato: nell’estate del 2009, durante un’osservazione sul campo nel territorio milanese, in una sola notte, sono state catturate 700 zanzare di ben 8 specie!
Zanzare in genere (Culex) e “zanzara tigre”
Le zanzare Culex svernano da adulte rifugiandosi in luoghi dal clima favorevole (scantinati, cavedi, ecc.) Le abitazioni riscaldate artificialmente favoriscono l’annidamento anche negli appartamenti consentendo alle zanzare di pungere anche durante i mesi invernali. Quest’anno sono già state segnalate molto lamentele in merito.
Molto interessante dal punto di vista entomologico è l’insediamento sul nostro territorio di specie originarie di altre aree ambientali e climatiche. Un esempio su tutte è quello della Aedes albopictus, meglio nota come ‘zanzara tigre’. Originaria del Sud-Est asiatico, è stata introdotta in Italia con gli scambi commerciali (particolare curioso: pare che il mezzo privilegiato attraverso il quale questo insetto è riuscito a percorrere enormi distanze, siano i copertoni usati di automezzi, importati da altri Paesi per essere riciclati). Questa specie, molto aggressiva, sta progressivamente estendendo il suo areale e trova le condizioni ambientali più favorevoli proprio nelle città. Si rileva inoltre una sua progressiva tendenza a vivere anche nelle case, ragione per cui punge anche chi si trova nelle abitazioni e non solo chi soggiorna all’aperto. Le uova sono deposte su superfici prossime all’acqua e possono resistere parecchi mesi, sino ad un anno, schiudendo immediatamente a contatto con l’acqua.
La zanzara tigre è veramente instancabile, prolunga le ore di attività dal pomeriggio alla sera inoltrata; attualmente è considerata la specie più pericolosa, come vettore di malattie, in Italia: la sua presenza massiccia nei giardini sino ad ottobre (rilevazione 2010 nelle periferie milanesi) porta addirittura a modificare le abitudini di vita all’aperto dei cittadini. Le zanzare Culex hanno attività principalmente serale, mentre la zanzara tigre è attiva anche di giorno: risultano quindi aumentate, rispetto ad un recente passato, anche le stesse ore in cui i cani (ed i loro proprietari) sono esposti alle punture delle zanzare.
Il territorio
È interessante notare come si stiano progressivamente ampliando gli ambienti in cui questi insetti riescono ad insediarsi e svilupparsi: non più soltanto le zone “tradizionali” come le campagne o le risaie della pianura Padana, ma anche le grandi città e gli agglomerati urbani in generale.
Sempre più spesso le zanzare – in particolare alcune specie di Culex e la “zanzara tigre” – trovano negli ambienti urbani i luoghi ideali in cui deporre le uova, favorevoli allo sviluppo larvale; punti in cui ristagna l’acqua, anche se inquinata da abbondante sostanza organica, come i sottovasi delle piante che decorano i nostri balconi.
Anche quando le zanzare si sviluppano in ambienti esterni alle città (come i grandi parchi periurbani o le risaie) i rischi per l’uomo non diminuiscono: le zanzare che appartengono ai generi Aedes e Ochlerotatus, infatti, hanno la capacità di riprodursi in tempi molto brevi e di spostarsi in volo anche per 10 – 15 chilometri. Ciò spiega come, anche in presenza di focolai larvali distanti dall’agglomerato urbano, questi insetti si spostino in veri e propri sciami, raggiungendo gli ambienti fortemente antropizzati creando quelle situazioni di disturbo e di potenziale pericolosità che si vanno riscontrando sempre più e che rischiano di aggravarsi con il trascorrere del tempo.
Le stagioni
Già da qualche anno la presenza delle zanzare non è più limitata alle stagioni tradizionali (tarda primavera ed estate); in aumento le segnalazioni in autunno e, addirittura, anche durante l’inverno. La spiegazione va ricercata nel ciclo vitale delle zanzare: durante la stagione fredda quando le condizioni ambientali non sono ideali, l’insetto non muore ma ‘sverna’, cioè rimane – a seconda delle specie – sotto forma di uovo o di adulto quiescente rifugiato in luoghi riparati (come capannoni e magazzini). Solo quanto le condizioni ambientali migliorano le zanzare riprendono l’attività riproduttiva. Negli anni, causa il precoce aumento delle temperature, gli insetti anticipano la loro attività: ecco il motivo per cui è possibile vedere le zanzare anche in periodi insoliti.
Non solo fastidi ma rischi per la salute
La straordinaria moltiplicazione di questi insetti sta creando sempre maggiori disagi alla popolazione aggravata da una situazione di allarme per il timore che questi ditteri risultino vettori di agenti patogeni. Le zanzare possono, attraverso le punture e il conseguente inoculo di saliva, veicolare e trasmettere malattie e parassiti pericolosi per l’uomo e per gli animali, in particolare nel cane e nel gatto, quali ad esempio Dirofilaria immitis e Dirofilaria repens, responsabili rispettivamente delle Filariosi Cardiopolmonare e Sottocutanea.
Questi timori, sicuramente fondati, sono destinati a farsi più pressanti perché è possibile che si verifichi un ulteriore sviluppo nella diffusione delle zanzare nel nostro Paese. Se i cambiamenti climatici che interessano anche l’Italia incrementeranno ulteriormente i livelli di temperatura e i tassi di umidità, creeranno per i culicidi condizioni ambientali sempre più favorevoli.
Prof. Luciano Süss, Direttore del Dipartimento di Protezione dei Sistemi agroalimentare e urbano e Valorizzazione delle Biodiversità (DiPSA) - Università degli studi di Milano
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