di Anna Mannucci
Da qualche giorno Ivano è diventato dispettoso. In cosa consiste questa sua nuova sua “dispettosità”? Nel fare ogni tanto la pipì fuori dalla sua cassetta igienica, luogo ufficialmente deputato a questa funzione. I veterinari la chiamano “eliminazione inappropriata” ed è un difetto abbastanza diffuso tra i gatti che vivono in casa (soprattutto perché non è identificabile in quelli che vivono fuori, liberi, e dunque nessuno controlla dove espletino questa funzione fisiologica...).
“Da quel che ricordiamo - raccontano i suoi padroni, Cinzia e Salvatore - ha cominciato subito dopo che siamo stati in vacanza per un week-end lungo, quando abbiamo portato lui e i bambini dai nonni, in campagna. La mattina successiva al rientro a casa abbiamo trovato piccole chiazze di urina in bagno, sul pavimento di fianco alla sua cassettina. Abbiamo pensato che a Ivano fosse dispiaciuto tornare in appartamento, dopo la gita nel verde”. I padroni hanno reagito intensificando le coccole a Ivano per dimostrare tutto il loro affetto, affinché non si sentisse trascurato. Ma il gatto sembra non recepire il loro messaggio e di nuovo per tre/quattro giorni consecutivi fa tante piccole chiazze di pipì nel posto sbagliato.
I padroni allora pensano a cambiare il tipo di sabbietta e ne provano vari tipi, agglomeranti e non agglomeranti, bianche, grigie, profumate e non profumate. Inutilmente, la situazione non cambia. Ivano ha sei anni ed è sterilizzato, dunque la sua “eliminazione liquida” è molto diversa da quella di un suo simile non sterilizzato, che nel gergo sia gattofilo che veterinario viene definito “intero”, ovvero con i testicoli funzionanti. E appunto un gatto maschio intero inevitabilmente fa la pipì in luoghi inadatti (inadatti dal punto di vista degli umani, ovviamente), perché “spruzza”.
Che cosa significa “spruzzare”? Il gatto sta dritto sulle quattro zampe, molto concentrato su se stesso, innalza la coda e la tiene ben dritta, e quasi tremando con la parte posteriore del corpo e con la coda, spruzza, emette cioè piccole quantità di urine molto profumata (o molto puzzolente, a seconda dei punti di vista), su superfici verticali. In questo modo lascia il segno, la sua firma sugli oggetti spruzzati (che possono comprendere, oltre alle pareti e ai mobili di casa, anche i padroni) perché la sua urina è piena di messaggi ormonali ed è ricca di informazioni per i suoi simili.
Invece Ivano è sterilizzato e per fare la pipì si accuccia e non intende marcare il territorio, ma negli ultimi giorni si sforza più volte e con difficoltà emette solo piccole quantità di urina. E la notte dopo compie questa operazione in diversi punti sul pavimento della cucina. I padroni cominciano a essere molto disturbati. “Che cosa avrà Ivano? Che cosa gli abbiamo fatto di sbagliato?”. Insistono con le coccole e gli comprano dei giochini nuovi, topi, palline, bastoncini ornati di piume, Ivano è contento, gioca, ma la sera fa la pipì sul divano, il tanto amato divano. A quel punto Cinzia e Salvatore non ne possono più, vanno dalla loro veterinaria e chiedono che il gatto sia visitato da un esperto di comportamento felino (popolarmente chiamato “psicologo dei gatti”).
Ma subito la veterinaria dice: “Innanzitutto è necessario fare una visita medica e un’analisi delle urine di Ivano”.
Risultato: il gatto soffre di una malattia del tratto urinario inferiore, la cistite idiopatica, una condizione molto dolorosa abbastanza frequente soprattutto nei gatti maschi, spesso scatenata da eventi stressanti che producono una alterata risposta del sistema nervoso ed endocrino. Il povero Ivano molto probabilmente è stato turbato dal viaggio in auto, a cui non era abituato, e dalla vacanza in una casa che non conosceva. Il suo corpo ha “reagito” con la cistite.
L’analisi delle urine associata a una scrupolosa visita veterinaria permette di prescrivere la cura corretta, che consiste di vari tipi di farmaci e di specifici alimenti medicati, prescritti appunto dalla veterinaria. Somministrati per il periodo giusto, aiutano a tenere il problema sotto controllo.
Ivano non era dispettoso, soffriva. Per lui fare la pipì -come succede agli umani con la cistite- era diventata una sofferenza, che cercava di lenire usando varie superfici, nell’ipotesi che la lettiera gli causasse dei disturbi. Curato nel modo corretto, è tornato a usare la sua lettiera. E a stare bene.