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La fuga di Sophie
Come cercare e ritrovare un gatto perso

di Anna Mannucci



Un giorno, al suono della sveglia del telefonino Giulia e Stefano si alzano e come al solito vanno a prepararsi la colazione. Sono ancora mezzi addormentati ma si accorgono subito che qualcosa non va, manca qualcosa, anzi: manca qualcuno. Non c’è Sophie. “Dov’è la gatta?” si chiedono reciprocamente più volte. Di solito è la prima ad arrivare in cucina, con la coda dritta e tanta voglia di giocare. Ma quella mattina non c’è nessuno che si strusci sulle loro gambe e pretenda di salire sul tavolo, un esserino peloso che rallegra anche il risveglio più duro.




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“Dov’è Sophie?” e l’interrogativo si carica di preoccupazione. In effetti, nei giorni “normali” appena prima del momento della sveglia la gatta, che evidentemente sa con precisione che ora sia, comincia a leccare il naso e a mangiucchiare i capelli dei suoi padroni. Stamattina non l’ha fatto. La chiamano, agitano la scatola dei croccantini, aprono una scatoletta del suo cibo, rumori che la fanno sempre accorrere come se fosse davvero affamata. Ma non arriva, non è in casa. Deve essere scappata ieri sera, forse è uscita con gli amici che erano a cena, forse quando Stefano è andato a buttare la spazzatura. Questione di minuti, di pochi secondi, per i padroni di gatti è automatico chiudere velocemente la porta di casa. Eppure stavolta è successo, Sophie è fuggita.


Dopo la prima reazione di incredulità, passano alla disperazione e cercano conforto telefonando a un’amica gattara, che subito li sprona a darsi da fare e li inonda di consigli, un lungo e dettagliato elenco delle cose da fare. E li rassicura: Sophie è nei dintorni, nascosta da qualche parte, bisogna cercarla, cercarla senza mai darsi per vinti, fino al ritrovamento; ci sono molti casi di gatti ritrovati dopo 40 giorni, ma anche dopo due mesi o più. Sophie ovviamente è sterilizzata, dunque non rischia gravidanze. Giulia deve andare al lavoro, Stefano invece può prendersi un giorno di ferie e cominciare la ricerca, inizia con un giro per le scale condominiali e nel cortile, chiamandola per nome e chiedendo a tutti quelli che incontra se hanno visto un gatto. Il passaparola è fondamentale.
Poi, seguendo le indicazioni della esperta gattara, passa alla preparazione dei volantini con la foto di Sophie, il luogo e la data di sparizione, i numeri di telefono. Centinaia e centinaia di volantini, formato A4 e A3, con sfondo bianco oppure colorato. Li attacca sui lampioni, sui cestini della spazzatura, nei pressi del supermercato, vicino ai garage dove potrebbe essersi intrufolata, li mette sotto i tergicristalli delle auto e nelle caselle di posta, in tutto il quartiere, ovunque, ma solo dove non diano fastidio e senza coprire altri annunci. Dopo avere chiesto il permesso, li lascia dal panettiere, nei vari negozi, all’edicola, nei bar. Tutti, nella zona, devono sapere della ricerca di Sophie.


La sera tardi e la mattina molto presto, quando ci sono tranquillità e poco rumore, Giulia e Stefano battono palmo a palmo i dintorni e chiamano la loro micia, guardando sotto le automobili posteggiate, nei cespugli, in ogni possibile nascondiglio. In queste occasioni, incontrano molti cani a passeggio con i loro padroni e li informano della scomparsa della gatta. In altri orari, avvisano i bambini che giocano nei giardinetti. Un’altra categoria preziosa sono i veterinari, che spesso sono punti di riferimento anche per questi problemi. Dopo una settimana, quando già si stanno scoraggiando, arriva una telefonata: una persona che ha visto un gatto simile a quello dei volantini in un cortile contiguo a quello dei padroni di Sophie. Si precipitano a cercare, ma senza risultati. Passa qualche giorno, un’altra telefonata che segnala lo stesso cortile, il gatto è stato visto da alcuni bambini. Evidentemente Sophie è rimasta nascosta per parecchi giorni, poi ha cominciato a muoversi. Altra spedizione di controllo che porta a una importante scoperta: lì ci sono altri gatti e una persona che se ne occupa, bisogna capire chi sia e coinvolgerla, la somministrazione della cena avviene alle 20,30, tutte le sere. Giulia e Stefano cercano inutilmente di individuare questa persona e alla fine, sono passati parecchi altri giorni, si mettono d’accordo con un inquilino gentile e si fanno aprire il cancello alle 20,25. E vedono arrivare la protagonista di uno speciale rito, la nutrizione dei gatti liberi. Si aspettavano una vecchia brutta e trascurata, vedono arrivare una donna giovane ed elegante che chiama all’appello i suoi protetti. I quali arrivano di corsa, proveniendo da anfratti urbani misteriosi, e tra di loro c’è Sophie! Giulia piange per la contentezza, “Sophie, vieni dalla mamma”. Afferrata la fuggitiva e tornati a casa, i suoi padroni sono anche un po’ turbati, quasi gelosi, la gatta è tutta contenta ma non mostra di aver patito sofferenza o disagio né la mancanza dei suoi “genitori adottivi”. La mattina dopo viene portata dalla veterinaria che conferma l’ottimo stato di salute. La sera stessa, quando vede aprirsi la porta di casa, Sophie si precipita verso l’uscita, subito bloccata da Stefano. Nessun trauma, nessuna paura, l’audace gatta sta benissimo.
Il giorno successivo, Giulia scrive su tutti i volantini rimasti con un grosso pennarello rosso: “Gatta ritrovata!”, un invito all’ottimismo per tutti.